C’è un filo che unisce le persone dentro una cooperativa. Invisibile ma reale. In questi anni, forse, quel filo si è un po’ allentato — travolti da servizi, responsabilità e scadenze. Ma è proprio per questo che ci siamo ritrovati: per riscoprire il senso profondo dell’essere soci e il valore umano che fa vivere la cooperazione.
L’incontro Essere Soci, organizzato da Consorzio Quarantacinque, ha voluto riaccendere quella scintilla collettiva che da sempre distingue il mondo cooperativo.
Insieme a Coopselios, Accento, Lo Stradello, Il Ginepro, Rigenera, Proges, L’Olmo e Il Bettolino, si è parlato di partecipazione, di governance condivisa, e di come accogliere nuove energie senza perdere la forza dell’esperienza di chi c’è da tempo.
Perché le cooperative sociali esistono solo se esistono i soci. E un socio non è solo chi vota in assemblea, ma chi dà direzione, senso e spinta al cambiamento.
Oggi la sfida non è solo “ingaggiare” i soci, ma tornare a essere una comunità che si riconosce, che decide insieme, che si prende cura del proprio futuro.
Ed è proprio questo il cuore della cooperazione sociale: le persone che la abitano ogni giorno.

