Terremoto del 24 agosto 2016 nell’Italia Centrale

Legacoop apre un c/c bancario per le popolazioni, le comunità locali e le cooperative colpite

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La Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue (Legacoop), esprime solidarietà e vicinanza alle popolazioni ed alle comunità colpite dal terremoto che ha interessato una vasta area dell’Italia centrale la notte del 24 agosto 2016. Si unisce al dolore di tutto il Paese inviando ai familiari delle vittime il proprio cordoglio ed augura ai feriti una loro pronta guarigione. Al fine di far sentire concretamente la vicinanza del mondo cooperativo a questi territori, ai suoi cittadini ed alle imprese cooperative, Legacoop lancia una sottoscrizione nazionale fra tutte le aderenti ed i loro soci. I contributi che saranno versati verranno finalizzati a progetti di aiuto alle popolazioni ed alle strutture delle imprese cooperative che avessero subito danni come conseguenza del disastroso evento. Una puntuale e pubblica rendicontazione renderà edotti i sottoscrittori e l’opinione pubblica delle risorse ricevute e di come sono state finalizzate.
Chi volesse effettuare un versamento può farlo attraverso un bonifico nel conto corrente bancario aperto presso Unipol Banca intestato a:
Lega Nazionale Coop e Mutue dedicato a: sisma Italia centrale del 24/08/2016 Codice IBAN: IT17 N031 2703 2000 0000 0011 000

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CBG CASTELLARANO “MILLE CAPRIOLE” A.S. 2016/2017

Il Centro Bambini e Genitori (CBG)

è un Servizio Educativo pomeridiano rivolto alle famiglie

con bambini dai 15 ai 36 mesi;

un luogo di incontro per bambini e adulti
in cui poter socializzare e giocare
all’interno di spazi debitamente organizzati.

Aperte le iscrizioni per il CBG di Castellarano per l’a.s. 2016/2017

Per info e iscrizioni cliccare qui

PROGETTO ITACA: “IL FUTURO DELLA SOCIETÀ PASSA DA QUELLO DEGLI ANZIANI”

 

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Ben vengano novità come quelle del progetto Itaca. La Koinè ha capito che c’è bisogno della presa in carico delle persone e quindi di organizzare una risposta complessa e complessiva a tanti tipi di bisogni”. L’assessora regionale Stefania Saccardi è intervenuta ieri pomeriggio al convegno promosso dalla cooperativa Koinè per la presentazione di Itaca, il suo progetto per il futuro degli anziani.

Il punto di partenza del ragionamento Koinè nel progetto Itaca è il progressivo invecchiamento della popolazione: nel 2010, nel comune di Arezzo, gli anziani che avevano compiuto 65 anni rappresentavano il 22,5% della popolazione locale. Nel 2014 la percentuale è salita al 24,46% e nel periodo 2025 – 2029 si dovrebbe arrivare al 34%. Il che vuol dire che un cittadino aretino su tre avrà più di 65 anni. Senza dimenticare gli ultra novantenni:  erano 970 nel 2010, 1.330 nel 2014 e potranno essere 3.428  tra una decina d’anni.

Non solo – ha sottolineato il Direttore di Koinè, Paolo Peruzzi. Sono destinate ad aumentare le persone non autosufficienti, quelle “fragili” secondo la definizione geriatrica e  che hanno bisogno di sostegno. Siamo di fronte ad una profonda trasformazione della struttura sociale. Aumenta la solitudine e le persone sole sono già oggi il 27% del totale. Aumenta il numero delle famiglie ma si riduce quello dei suoi componenti: siamo ormai a 2,31. Il che vuol dire che abbiamo famiglie formate da una coppia che solo in un caso su tre ha un figlio. Infine diventa sempre più difficile arrivare alla fine del mese: il 46% di coloro che lavorano, guadagnano meno di 800 euro al mese”.

Koinè mette al centro il futuro degli anziani. “Vogliamo passare dal modello della singola badante che agisce da sola con le famiglie che agiscono anch’esse da sole tra enormi difficoltà, ad un modello di aggreghi le badanti in associazioni di promozione sociale – ha annunciato la Presidente di Koinè, Grazia Faltoni. Vogliamo che tutto funzioni meglio per tutti. Per gli anziani che avranno personale qualificato e professionalmente formato. Per le famiglie che potranno contare sulla certezza e sulla stabilità dei rapporti di lavoro senza preoccuparsi di trovare sostituzioni all’ultimo momento. Per le stesse collaboratrici familiari che avranno modo di scegliere un lavoro per il proprio futuro, di entrare in un’associazione per farlo insieme, di essere garantite sul piano dei diritti e dei contratti”.

La cooperativa ha rilevato l’edificio di fronte al Foro Boario in via Alessandro dal Borro e lo trasformerà nel Centro Koinè. Pietro Pagliardini è l’architetto che ha progettato la trasformazione del vecchio tabacchificio nel “Centro Koinè”. Con lui collaborano gli ingegneri Piero Bracciali e Carlo Biagini per la parte strutturale e l’ingegner Leonardo Polcri per quella impiantistica.

Esternamente ci sarà un giardino sensoriale per malati di Alzheimer. Un’area verde progettata per ridurre lo stress, le difficoltà ad orientarsi nello spazio e nel tempo, a stimolare le capacità residue che ha ogni persona malata.

 

C’è un’Amica a San Giustino: una Casa con miniappartamenti per disabili e anziani non autosufficienti

10 mini appartamenti, sale comuni, assistenza 24 ore su 24. La collaborazione tra Usl, Conferenza dei Sindaci e Koinè

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Si chiama Casa Amica ed è a San Giustino Valdarno. Cinque mini appartamenti al primo piano, altrettanti al secondo. Al piano terra due saloni e un altro locale per le attività in comune: parlare, guardare la tv, giocare. Per ora ci si vive dal lunedì al venerdì. Potrebbe sembrare una struttura per studenti. In realtà è riservata alle persone disabili che utilizzano il primo piano e agli anziani non autosufficienti saranno al secondo.

E’ una struttura molto diversa da quelle tradizionali ed è la conferma che la nostra visione di cohousing, cioè di coabitazione in piccoli appartamenti, è non solo possibile ma rappresenta la scelta strategica per il futuro – spiega Stefano Frasi, Responsabile Innovazione della cooperativa sociale Koinè. Ed è frutto della collaborazione tra Usl, Conferenza dei Sindaci del Valdarno e la stessa Koinè. E quanto di più lontano si possa immaginare dai tradizionali “contenitori” per disabili. Qui ci si abita e ci si vive. In mini appartamenti da due letti con il bagno personale e il piano cottura, con spazi per stare insieme e in piena sicurezza. Senza barriere architettoniche. Un assistente domiciliare è presente per tutte le 24 ore e durante il giorno c’è un’educatrice che li sostiene in tutte le attività che le persone ritengono necessarie”.

Il Sindaco Moreno Botti conferma la soddisfazione del Comune di Loro Ciuffenna: “Casa Amica, con questo progetto su disabili ed anziani non autosufficienti, torna allo scopo per il quale era nata : dare una risposta ai bisogni sociali. Non dobbiamo mai dimenticare che essere “dall’altra parte”, fra coloro che, per adesso, non hanno bisogno, ci impone la responsabilità grandissima di restituire parte di quello che ci è stato dato. L’autosufficienza, il gioco, la libertà di movimento sono valori che sottovalutiamo, ma che , nel bisogno, trovano la loro perfetta comunione. Casa Amica è un esempio di soldi pubblici spesi per far varcare la “soglia della speranza”, così come è un esempio l’integrazione di questa struttura con i valori di solidarietà della popolazione del paese di San Giustino Valdarno.”

Concretizziamo progetti sperimentali per l’inserimento nella vita sociale e l’avvio di una vita indipendente di persone disabili – commenta Laura Brizzi, Responsabile dell’Unità Funzionale Alta Integrazione della Zona Valdarno. Progetti che la Asl ha realizzato su sollecitazione della Conferenza dei sindaci e con l’approvazione  della Regione Toscana. “Vita Indipendente” è ospitato nel residence sociale Casa Amica di San Giustino Valdarno e  le persone provengono dalle proprie abitazioni con un inserimento lavorativo socio assistenziale od occupazionale e presentano la necessità di realizzare una propria vita indipendente, svincolati dalla famiglia di origine. L’Unità Funzionale Alta Integrazione valuta, per ciascuna persona,  l’appropriatezza dei progetti assistenziali  e condivide con i partecipanti e con le loro famiglie il progetto di vita”.

Le persone possono vivere qui non tagliando, in modo traumatico, i rapporti con la propria abitazione e la famiglia. In una prima fase, infatti, la permanenza è dal lunedì al venerdì e poi si ritorna a casa. Una volta che questa fase di inserimento è completata, la struttura è a disposizione sette giorni su sette.Il percorso di accesso per persone con disabilità è quello sanitario pubblico. La famiglia si rivolge al servizio Assistenza Sociale e Alta Integrazione dell’Usl e questo decide se la persona può essere inserita nelle Rete Territoriale delle Opportunità. E quindi in Casa Amica.I costi sono equamente ripartiti tra la famiglia e il Comune di residenza della persona che accede alla struttura di San Giustino. In questa fase la compartecipazione è garantita grazia all’integrazione con il Fondo Vita Indipendente, attivato per ognuno dal Servizio di Unità Funzionale Alta Integrazione.  Ogni famiglia paga 22 euro e mezzo al giorno. Una cifra che comprende tutto: dall’alloggio al vitto all’assistenza.

Complessivamente dispone di un massimo di 20 posti. Il primo piano, quello riservato ai disabili, registra già la presenza di sette persone. Gli anziani entreranno a settembre. A quel punto anche il terzo piano di Casa Amica sarà attivato pienamente con l’ospitalità del personale impegnato 24 ore su 24 e di tutti i servizi connessi.

Un altro esempio del valore della collaborazione tra Usl, Comuni e cooperazione sociale. La titolarità del progetto è dell’Usl Area vasta Sud Est. Koinè, che ha la struttura in concessione dal Comune di Loro Ciuffenna, è il soggetto gestore del progetto.