Musicanti sulla luna

Cosa penseresti se ad una cena tra i commensali ti trovasti accompagnato dai maggiordomi di Batman, Heidi e della famiglia Adams?

Per scoprirlo sei  invitato a “Musicanti sulla luna”,

terza edizione di un “piccolo festival del cortometraggio” che la Cooperativa Sociale LO STRADELLO presenta alla cittadinanza.Musicanti sulla luna

Quest’anno la progettazione della serata è stata condivisa all’interno delle riflessioni sostenute dal “Tavolo Disabilità Distrettuale” che vede il coinvolgimento delle rappresentanze delle Associazioni e Cooperative del territorio, di Ausl del Distretto di Scandiano, e degli Assessorati al Welfare dell’Unione Comuni Tresinaro Secchia e del Servizio Sociale Unificato.

 

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Scandiano, è stata inserita all’interno delle azioni ideate dal “tavolo disabilità” in continuità alle manifestazioni organizzate per la “giornata internazionale della disabilità” del 3 dicembre.

 

La serata è esito di un percorso esperienziale entro il quale gli ospiti e gli operatori hanno approcciato un metodo alternativo di comunicazione che ha aperto loro la possibilità di raccontare le loro storie di fantasia o di vita.

Gli attori, i registi, gli autori e gli sceneggiatori, nel corso delle tre edizioni, hanno raffinato le loro competenze e sono riusciti a elaborare e produrre una raffigurazione cinematografica dei loro desideri e dei loro punti di vista, trasmettendo allo spettatore grandi emozioni e istanti di puro divertimento.

 

Il percorso intenso e prolungato di stimolo e coordinamento delle attività è stato condotto applicando il metodo promosso dalla Cooperativa “In Gioco” di Reggio Emilia che si occupa di formazione per gli adulti e per le aziende.

 

Come per le precedenti edizioni, durante la serata verranno proiettati i filmati e verrà effettuata la premiazione da parte delle autorità invitate che si affideranno al giudizio di una giuria composta dai componenti della compagnia teatrale “I Guitti”.

 

L’appuntamento è fissato per il giorno 29 maggio 2017 alle ore 20.30 presso il Cinema BOIARDO di Scandiano.

 

L’ingresso è gratuito

Ti aspettiamo

Costruiamo il futuro, 28 aprile all’insegna della legalità

Si è svolto venerdì 28 aprile il quarto incontro della rassegna “Costruiamo il futuro”, organizzato da Legacoop Emilia Ovest, Istituto Cervi, e Libera.

L’incontro ha visto come relatori Andrea Volta (Presidente Legacoop Emilia Ovest); Luca Vecchi (Sindaco di Reggio Emilia); Gianmaria Manghi (Presidente della Provincia di Reggio Emilia); Albertina Soliani (Presidente dell’Istituto Cervi); il Professor Nando Dalla Chiesa, la ricercatrice Federica Cabras e il testimone di giustizia Rocco Mangiardi.

Dopo i ringraziamenti del Presidente Volta, che ha anche sottolineato lo shock che Legacoop Emilia Ovest ha subito dopo le vicende di Aemilia, nonostante nessuna delle cooperative aderenti fosse coinvolta, e che nessuno può considerarsi intoccabile, perché chi produce può essere bersaglio, è stata la volta del sindaco Vecchi, che ha parlato del pragmatismo con cui bisogna lavorare per costruire la legalità, in virtù del fatto che la classe politica dirigente ha acquisito maggiori consapevolezze. Non sono mancati, da parte del sindaco, solidarietà e sostegno per i lavoratori di Unieco.

Il Presidente della Provincia, Gianmaria Manghi, ha invece parlato di nuove decisioni collettive e prese di responsabilità per far capire che il mondo è cambiato e che dovrà esserci un cambiamento anche nell’agire collettivo: una costituzione di un nuovo gruppo di resistenze per salvaguardare la legalità.

Per Albertina Soliani, la presidente dell’Istituto Cervi, quello che sta vivendo Reggio Emilia è un tempo forte, decisivo, di passaggio, esattamente come quello di 70 anni fa. Le fondamenta della comunità reggiana, secondo Soliani, sono state scosse e sono diventati incoerenti per la dignità del luogo per una politica indebolita a causa della diminuzione di contatto con la verità. È la cooperazione – continua la presidente – che restituisce senso di comunità e di legge.  Soliani conclude dicendo che c’è bisogno di un nuovo patto di democrazia e che bisogna essere consapevoli della fase che staremo per vivere: la sofferenza che accompagna l’umanità è in grado di restituirci più in fretta il grado di verità delle cose, per questo l’Istituto Cervi è presente, perché è tempo di resistenza.

Nando dalla Chiesa ha presentato un modello generale di penetrazione della mafia partendo dal modello delle infiltrazioni mafiose in Lombardia: La regione credeva di essere incompatibile con la Ndrangheta, credenza che ha rivelato essere il problema maggiore, perché il negazionismo ha fatto sì che si agisse più facilmente. Dalla Chiesa ha poi illustrato il modello sistematico mafioso, (composto dal controllo del territorio, rapporti di dipendenza personali, violenza come regolatrice di conflitti e rapporti organici con la politica.) per poi arrivare a dare delle linee guida per evitare rischi interpretativi anche in virtù delle vicende di Aemilia e delle influenze che possono avere nella società: da evitare, per il prof. Dalla Chiesa, sono gli stereotipi, che la società si costruisce per pensare al mafioso come una persona diversa da quella che si vede tutti i giorni; la superiorità del contesto ambientale, quindi pensare che si viva in un ambiente immune da penetrazioni da parte della criminalità organizzata; organizzazioni esclusivamente votate al profitto, agenzie di servizi legali, organizzazioni in merchandising, autonomia della madrepatria e teorie delle delocalizzazioni.

 

Dalla Chiesa ha poi lasciato la parola alla giovane ricercatrice Federica Cabras, che ha illustrato la sua analisi esplorativa sulle infiltrazioni della Ndrangheta nel modello Emiliano, entrata attraverso traffico di stupefacenti ed edilizia, attaccando via via diversi settori dello schema lavorativo. Cabras, effettuando delle interviste, ha individuato tre categorie di cittadini rispetto alla percezione della Ndrangheta a Reggio Emilia: Nella prima categoria ci sono gli inconsapevoli, nella seconda i minimizzatori, e nella terza le persone consapevoli.

La prima parte della giornata si conclude con la testimonianza di Rocco Mangiardi, che gestisce un’attività di ricambi per automobili a Lamezia Terme. Mangiardi ha deciso, nel 2006, di denunciare le persone che hanno chiesto il pizzo per continuare a gestire la sua attività e di raccontare in incontri pubblici quella che è stata la sua esperienza, fatta di minacce, denunce, processi e coraggio. Se non saltiamo gli ostacoli – afferma Mangiardi – anche a costo di scorticarci le ginocchia, troveremo solo dei vicoli chiusi davanti a noi. Mangiardi prosegue dicendo che assoldare un sicario, alla criminalità organizzata, può costare fino a 25.000 €, cifra alla quale lui non ha mai voluto contribuire pagando il pizzo. Ora l’imprenditore vive sotto scorta, ma continua a lavorare nella sua attività, racconta che, se avesse fatto diversamente, sarebbe solo diventato un loro prestanome, un corrotto. Conclude il suo intervento dicendo che ha trovato il coraggio pensando alla vita che ha immaginato come una bilancia, in cui in un piatto ha messo la paura, dall’altra la libertà, la dignità, l’amore per la famiglia e la Fede, decidendo quale dovesse pesare di più.

Nella seconda parte della giornata si è tenuta la Tavola Rotonda “Uniti nella legalità”, alla quale hanno partecipato Luca Bosi (Vicepresidente di Legacoop Emilia Ovest e Vicepresidente dell’Istituto Cervi), il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, Manuel Masini di Libera Reggio Emilia, Franco Mazza (Presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia) e Andrea Baratti dell’Ordine dei Commercialisti di Reggio Emilia. A concludere i lavori il Senatore Stefano Vaccari, della Commissione Parlamentare Antimafia.

Il modello “Qualità e Benessere” Spiegato al Centro Loris Malaguzzi

Raccontare e farsi raccontare cosa significhi il benessere all’interno di strutture per gli anziani attraverso un modello certificato e basato sui bisogni di ogni singolo utente: è questo il modello Qualità e Benessere, nato a Trento nel 2005, sviluppatosi negli anni e spiegato in un seminario regionale promosso da Coopselios – partner del Marchio Qualità e Benessere – in collaborazione con Tena e tenutosi ieri al Centro Loris Malaguzzi.

DSC_0465

Dopo i saluti del vicesindaco Matteo Sassi,  il quale sottolinea l’importanza del territorio sul quale andranno ad agire i servizi, per fare in modo che l’ingresso di un anziano in casa di riposo non sia una frattura con lo stile di vita precedente, Massimo Giordani, il direttore di UPIPA della provincia di Trento e Presidente di “Qualità e Benessere” srl, ha spiegato come nasce il modello e cosa questo comporta, a partire dalla condivisione dei punti di forza tra le strutture aderenti e segnalare i punti critici – non come forma di appiattimento dei servizi, ma come tensione verso il miglioramento- spiega Giordani, facendo leva sulla caratteristica principale del modello Q&B: La personalizzazione dei servizi per creare una comunità competente, di pratica, non competitiva ma cooperativa, il tutto grazie al coinvolgimento dei diretti interessati.

A seguire, i sociologi Antonio Pignatto e Antonio Censi hanno parlato rispettivamente dell’importanza entrare in confidenza con nuove scoperte da comunicare e non far chiudere i processi cognitivi e dei processi di decostruzione, che affliggono la personalità dell’anziano già prima di entrare in RSA e che quest’ultima, attraverso il modello Q&B, sia in grado di ricomporre la personalità di ogni singolo individuo.

Durante la seconda parte dell’incontro si è parlato, invece, della messa in pratica del modello qualità e benessere; dopo l’intervento del direttore d’area di Coopselios Dina Bonicelli, diversi coordinatori di centri dedicati agli anziani hanno illustrato le attività che sono riusicti a creare attraverso il modello Q&B, come l’utilizzo di una lavagna interattiva, la comunicazione con le famiglie attraverso Skype o focus group con gli utenti e le famiglie

Maria Vulcano

Il figlio segreto di Spiderman sullo schermo del cinema di Soci

Anteprima di Spiderboy, cortometraggio di Linda Fratini, già selezionato per le rassegne internazionali di settore

Mattia è il figlio segreto di Spiderman. Amira è una bambina di origine eritrea. Hanno 9 anni, sono amici e insieme fronteggeranno i bulli della classe affermando un principio: la diversità è forza e non debolezza

Ecco la storia di Spiderboy, cortometraggio di Linda Fratini, che sabato 18 marzo, alle ore 15, verrà proiettato in anteprima al cinema Italia di Soci, nel comune di Bibbiena. E questo prima di iniziare il suo viaggio internazionale. Il cortometraggio è stato infatti selezionato per lo Short Film Corner di Cannes e il Cinechildren di Mantova. spiderboy locandinaE’ stato girato interamente in Casentino, protagonisti sono studenti delle scuole primarie del territorio e attori professionisti. E’ stato prodotto dalla cooperativa sociale L’Albero e la Rua.

A Soci, dopo la proiezione del film, interverranno il professor Simone Zacchini, docente di filosofia all’Università di Siena, la regista Linda Fratini, la Presidente de L’Albero e la Rua, Maria Laura Giannelli. Con loro alcuni dei protagonisti del cast: Simone Veltroni, Roberta De Roberto, Caterina Marchisella e Sara Lovari. La proiezione è stata organizzata in collaborazione con l’associazione CineSpazio e sarà ad ingresso libero. Nell’occasione sarà anche possibile vedere il corto/documentario We are the world, interviste ai bambini che hanno partecipato alle riprese sui temi al centro di Spiderboy.

Commenta Linda Fratini:fare un film è come dipingere un quadro. Un duro lavoro, tecnico e di precisione, grazie al quale è possibile creare un sogno. Perché ci sono certe cose intangibili che le parole, semplicemente, non possono esprimere. Cosa succederà da questo momento in poi non lo so, una cosa è certa…senza  l’aiuto di tanti non ci sarei mai riuscita. Per questo ringrazio di cuore tutti coloro che in molti modi hanno reso possibile la realizzazione di Spiderboy”.

Aggiungere Maria Laura Giannelli: “sostenere  una giovane artista del nostro territorio è un modo per dare un contributo alla promozione della cultura e della creatività giovanile, che troppo spesso non trova spazi. Farlo attraverso un’opera cinematografica è un’esperienza che ancora non avevamo mai sperimentato ma che ci ha riempito di meraviglia: il cinema è davvero una forma d’arte emozionante. Il successo che sta riscuotendo il film è anche un motivo di orgoglio per le socie e i soci della nostra cooperativa”.

Un seminario sul welfare connettivo: le nuove frontiere digitali dei servizi alla persona

Il welfare connettivo è quella nuova visione del welfare che privilegia l’adozione di approcci e strumenti in grado di creare connessione tra bisogni e servizi e tra tutti gli attori che erogano servizi alla persona.

La filosofia/volontà che anima il welfare connettivo è quella di creare un sistema allineato rispetto al nuovo mCatturaodo di concepire i servizi e la loro fruibilità da parte degli utenti, vale a dire flessibilità, personalizzazione, innovazione.

Di welfare connettivo si parlerà in un seminario in programma il 28 febbraio 2017 che si terrà dalle 9:30 alle 13:30 nella sede del Consorzio Quarantacinque, in via Gramsci 54/h a Reggio Emilia. Il seminario è organizzato da Demetra Formazione, l’ente formativo di Legacoop, e servirà per presentare una azione formativa e di supporto alle cooperative.

Dopo la presentazione dell’iniziativa da parte di Loretta Losi, responsabile del Settore cooperazione sociale di Legacoop Emilia Ovest e di Lorenza Davoli, responsabile Area Reggio Emilia, Parma e Piacenza di Demetra Formazione, seguirà la relazione di Flaviano Zandonai, docente della Università di Trento e ricercatore dell’Euricse.

Il seminario ha l’obiettivo di sensibilizzare le imprese nei confronti del concetto di welfare connettivo attraverso momenti di incontro e confronto guidati da esperti del settore, di aumentare l’interesse verso il tema quale volano per processi di cambiamento, innovazione e sviluppo e di presentare le attività formative e di accompagnamento proposte da Demetra a supporto dello sviluppo di competenze ad alto valore strategico.

I destinatari del seminario sono cooperative, aziende, istituzioni, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, consulenti e liberi professionisti del settore